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Il valore del tempo va cercato (anche nella SLA)

di  Luigi Picheca 

A Milano si è sempre detto “il tempo è denaro!” e noi siamo cresciuti con questa idea, un misto di speranza e ossessione. È quindi normale che si corresse dietro a questo sogno illusorio che pochi hanno concretizzato.

La mia vita è cambiata profondamente quando la SLA ha deciso di venirmi a fare compagnia, allora, avendo tanto tempo a disposizione, ho cominciato a pensare e a riflettere sulle cose terrene e divine e ho cominciato a capire. 

Ho rallentato i miei ritmi quotidiani, un po’ perché era quello che mi imponeva la malattia, un po’ perché volevo godermi quelli che pensavo fossero i miei ultimi tempi di vita. Il tempo non passava mai e le giornate erano dense di pensieri, allora uscivo con l’aiuto di un’amica che mi faceva da badante e da bastone perché ormai sbandavo visibilmente, e andavamo a prenderci un caffè al bar e a parlare del più e del meno , lontani da tutti per confidarci le nostre paure e le nostre prospettive di vita.
I giorni sono comunque passati e sono arrivato alla San Pietro, c’era poco da essere felici perché ero circondato da tante donne e ancora non ero abituato a farmi toccare dappertutto nonostante fossero tutte molto discrete, ma non è facile rinunciare di colpo alla propria intimità.

  1. Quando mi hanno assegnato il computer, il mio primo computer (avevo sempre odiato i computer perché ritenevo che fossero troppo invadenti e impersonali), ho cominciato a scrivere e mi sono reso conto che il pc possedeva grandi potenzialità che non conoscevo. Perciò mi avrebbe sicuramente fatto comodo imparare a usarlo bene perché mi avrebbe potuto aprire una interessante e splendida finestra sul mondo, che mi avrebbe permesso di attingere alle numerose fonti di informazione presenti sul web e di contattare amici e parenti, così ho ripreso coraggio e buonumore.In fondo – mi dicevo – cos’è la SLA? E ho cominciato a trovarne pregi e difetti.

    In realtà ci sono tanti difetti che accompagnano la SLA ma, grazie al mio carattere indomito, ribelle e scanzonato, ho cercato di trovare dei lati positivi anche a questa socia di maggioranza che si è impadronita del mio corpo di fabbrica.
    Ho quindi pensato che la SLA possa avere i seguenti vantaggi per me :

    1) è difficile che io venga mosso quando mi fanno delle foto 
    2) non rispondo male alle persone che non mi capiscono o che fanno male 
        ciò che chiedo 
    3) sono diventato molto più tollerante verso le zanzare che si posano sul mio
        viso, apparecchiano la tavola e mi succhiano lentamente il sangue
    4) quando mi capita di andare in giro e di incontrare gente che non conosco,
        mi diverto molto a osservare come mi guardano perché le persone sane
        giudicano sempre un disabile in carrozzina come incapace di intendere e spesso
        si lasciano sfuggire pensieri ad alta voce, dicendo che forse
        era  meglio che mi lasciassero morire piuttosto che vivere così.
        Quando poi faccio segno a chi mi accompagna di prendere la tabella con cui comunico,
        restano di stucco, come davanti a un fantasma, dicendo:
        ” Ma …Allora capisce!? “, e scappano via. 

    Insomma, sono migliorato parecchio rispetto a prima sotto molti aspetti e rispetto di più il prossimo perché conto sempre fino a 10, 100 o 1000 prima di rispondere e questo mi permette di sbagliare meno.

    L’orologio sulla parete muove le lancette e ogni tanto lo guardo e mi rapisce l’attenzione. La lancetta dei secondi si muove a scatti e mi ipnotizza per un po’, poi penso:
    è ora di cambiare canale
    è ora che mi vengano ad alzare
    ma quando si accorgono che sto tossendo?
    È ora di dormire…

    Le mie preghiere mi accompagnano verso il dormiveglia.
    Chiudo gli occhi e mi immergo nel sonno facendomi cullare dai sogni stupendi che accompagnano le mie notti.

Domani sarà una bella giornata!

Cosa è per te il Tempo?  Come lo usi? Cosa ti piace e cosa vorresti cambiare?

Raccontaci come vivi  il tuo tempo  e manda il tuo scritto a scriveresistere@cooplameridiana.it