Viale Cesare Battisti 86
20900, Monza (MB)

“MA TU, CHE LAVORO FAI?”

19 Nov 2019

Il lavoro più bello del mondo!

 

di Stefano Galbiati

 

“Ma tu, che lavoro fai?” – “Lavoro come educatore in una struttura che si occupa di malati in stato vegetativo, minime coscienze e malati di SLA” – “Caspita, ma come fai? che coraggio che hai!”

Queste semplici battute sono divenute ridondanti quando mi presento a qualcuno che non conosco. Peccato non poter immortalare le reazioni e le espressioni che mi si presentano. Si potrebbe costruire uno spassoso book fotografico! Bisognerebbe poi mostrarlo agli ideatori di “Whatsapp”, così verrebbero triplicate le faccine del programma di comunicazione più famoso del mondo. Effettivamente, qualche domanda sono costretto a pormela: faccio un lavoro pericoloso? Fisicamente insostenibile? Usurante? Noioso?  Dopo qualche attimo di riflessione, la risposta che mi do è sempre la stessa: No, niente di tutto ciò, semplicemente faccio il lavoro più bello del mondo!

Mio padre ha fatto di tutto per convincermi ad introdurmi nel suo lavoro. Era un dirigente d’azienda tessile, poi divenuto rappresentante. Viaggiava per il mondo e mi ha sempre raccontato gli stimoli positivi del suo impiego. Non avrei dovuto nemmeno fare l’università per seguirlo, mi sarebbe bastato affinare la mia conoscenza di inglese e francese. Eppure, l’idea di entrare nel mondo del commercio, mi rattristava. E’ vero, quanti stimoli girando il mondo ma… le relazioni? Che tipo di relazioni hai con la gente? Che viaggio compi nei “mondi” interiori dei “clienti”?

Fin da piccolo ho sempre avuto “fame” di relazioni. Forse perché stando in relazione comprendi maggiormente te stesso. E’ vero quel che si dice: sono gli altri che ti permettono di avere un immagine di te. Ancora oggi ho un gran bisogno di scendere nell’abisso della mia anima e scavare, cercare, andare a fondo. Ha senso la vita se stai sempre in superficie? Il viaggio, quello più stimolante, è davvero quello che ti porta dentro di te non fuori. Ecco perché ho scelto di diventare educatore.

Ma veniamo allo stupore della gente, quando gli racconti che lavori a contatto con la sofferenza. Oggi comprendo molto di più questa reazione. La nostra società ha deciso di ghettizzare le molteplici situazioni di sofferenza in ospedali, cliniche, istituti. Difficilmente la morte ci coglie all’interno delle mura domestiche e parlarne è tabù. Come se facessimo finta che l’unica certezza che abbiamo in questo mondo, la morte appunto, sia qualcosa che non riguarda tutti.

La sofferenza e la morte fanno paura, ma se le guardi negli occhi ne avrai un po’ di meno. Ne ho avuto il terrore anch’io da ragazzo. Ma oggi, la cosa che mi fa davvero paura è la superficialità di una vita sterile. Quando mi dicono che ho coraggio a fare il mio lavoro rispondo sempre: “Sei tu che hai coraggio a stare dal lunedì al venerdì in ufficio!”. Trentotto ore davanti a un PC, a curare numeri, procedure, cavilli burocratici. Alla sera cosa ti rimane? Cosa ti porti a casa?

E’ vero, c’è una cosa negativa nel mio lavoro ed è una cosa importante. Ho perso la spensieratezza. Tutti i giorni incontro persone che mi raccontano che avevano una vita normale, poi “un giorno” accadde qualcosa di drammaticamente stravolgente. Da quando lavoro qui in RSD, so che ogni giorno può essere davvero l’ultimo. E perché io dovrei essere più fortunato degli altri? Quando mi immagino il futuro spesso mi fermo a stasera, massimo a domani. Di più faccio fatica ad immaginarlo. Ecco, questo può essere pesante ma dipende sempre come si guarda la medaglia. Proprio perché ho questa consapevolezza, oggi ho una voglia pazzesca di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo! “Chi ha tempo, non aspetti tempo” dice il proverbio.

Le reazioni più eclatanti sono quando descrivo la SLA a chi mi chiede cosa sia. Generalmente il volto del mio interlocutore si corruccia, la bocca si spalanca e le mani pressano le guance: ecco l’urlo di Munch!

Non mi sento più forte degli altri. La prima volta che incontrai un malato di SLA rimasi anch’io scioccato. Davvero esiste una malattia che arriva a paralizzarti completamente? Mi ricordo che il pensiero mi tolse il fiato e compromisi le mie ferie estive perché non riuscivo a togliere l’angoscia dentro di me.

Oggi sono proprio le relazioni con i malati di SLA che rappresentano l’aspetto più bello del mio lavoro. E’ grazie a molti di loro che ho scoperto un segreto incredibile! Ho sempre cercato la felicità fuori da me senza mai trovarla. Ho sempre pensato che avere una casa, un lavoro, una moto, poter viaggiare, stare bene, MUOVERMI fossero condizioni necessarie per essere felici. Mi sbagliavo ed ero più inquieto di oggi. Loro mi hanno insegnato che la felicità è un viaggio dentro di noi, non fuori. Persino la malattia più “Stronza” del mondo può non rubartela se conosci questo segreto!

L’avrei mai scoperto non facendo questo lavoro?

Ho sempre saputo di trovarmi in un mondo un po’ paradossale, dove spesso ti viene detto che è meglio vivere nelle tenebre che nella luce… Poco più che ventenne vidi una scena di un film che mi fece riflettere. Il titolo è “Francesco” e narra la vita di San Francesco interpretato da Raoul Bova. Nelle prime battute si vedono san Francesco e santa Chiara da bambini che giocano stando a testa in giù. Francesco dice a Chiara: “Hai visto? Te l’avevo detto! E’ il Cielo che regge la terra!”

“Ma tu, che lavoro fai?” – “Lavoro come educatore in una struttura che si occupa di malati in stato vegetativo, minime coscienze e malati di SLA” – “Caspita, ma come fai? che coraggio che hai!” – “Ma no, non è così! prova a metterti a testa in giù e osserva bene. Hai visto? Te l’avevo detto! Essere educatore è il mestiere più bello del mondo!”

 

Seguiamo il consiglio di Stefano, proviamo davvero a metterci a testa in giù e riguardiamo bene la realtà, chissà quante belle sorprese ci aspettano!

Sostienici

La tua firma per sostenere un malato in più

Devolvi il 5x1000 a La Meridiana

Sostienici con la donazione del 5 x 1000, basta una firma sull’ apposito riquadro della dichiarazione dei redditi e l’ indicazione del codice fiscale della Società Cooperativa Sociale La Meridiana Due n. 08400690155

Anche Tu puoi raccontare una tua esperienza di vita!

Partecipa al progetto editoriale ”Di storia in storia. La collana della vita”.
Una Giuria selezionerà i brani che saranno pubblicati.

Scrivi il tuo amore per la vita a

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Non sai quale sia il servizio giusto per il tuo caro? Affidati al nostro Sportello gratuito, ti aiuteremo a trovare le risposte che cerchi, in breve tempo e senza costi aggiuntivi.

Il Sorriso

Centro di Aggregazione - Monza

CDI Costa Bassa

Centro Diurno Integrato - Biassono

CDI Il Ciliegio

Centro Diurno Integrato - Monza

CDI - AP Maria Bambina

Centro Polifunzionale - Bellusco

AP Oasi San Gerardo

Alloggi Protetti - Monza

AP Ginetta Colombo

Appartamenti Protetti - Cerro Maggiore

Il Paese Ritrovato

Villaggio Alzheimer - Monza

RSA San Pietro

Residenza Sanitaria Anziani - Monza

RSD San Pietro

Residenza Sanitaria Disabili - Monza

Hospice San Pietro

Hospice - Monza


Comunicati

I Comunicati della Cooperativa sui nostri Progetti ed Eventi.

Rassegna Stampa

Cosa dicono di noi? Scopri tutti gli articoli di interesse.

Meridiana Oggi

La nostra Rivista, scaricabile gratuitamente.

ScriverEsistere

La vita vista dagli occhi di chi la vuole vivere

Cosa succede in cooperativa?

Esplora tutte le News


Pubblicazioni

Il materiale prodotto dalla Cooperativa in quaranta anni di attività.

Trasparenza

I documenti pubblicamente disponibili, le Carte dei Servizi e i Criteri delle Liste di Attesa.

Tutto ciò che c'è da sapere sulla Cooperativa

Documenti e Pubblicazioni


La Meridiana SCS

Via Gerardo dei Tintori, 18
20900 Monza (MB)
tel 039.390931
fax 039.3905324
e-mail: info@cooplameridiana.it
Codice Fiscale: 06805780159
Partita IVA: 00837730969

La Meridiana Due SCS

Viale Cesare Battisti, 86
20900 Monza (MB)
tel 039.39051
fax 039.3905324
e-mail: sanpietro@cooplameridiana.it
Codice Fiscale: 08400690155
Partita IVA: 02322460961

Ufficio Stampa

Responsabile: Fabrizio Annaro
Telefono: 334 65 60 576
e-mail: fabrizio.annaro@gmail.com

I nostri Servizi

Visualizza i contatti diretti delle nostre strutture.

Vuoi Lavorare con Noi?

Inviaci il tuo curriculum, ti risponderemo nel minor tempo possibile.

Volontariato

Vuoi donare un'ora del tuo tempo per far felice una persona anziana?


Non Restare Indifferente

Sostienici anche Tu!

Dona Online

Dona attraverso il nostro sito con carta di credito o Paypal in totale sicurezza.

5 x 1000

La Tua firma per sostenere un malato in più!

Agevolazioni

Scopri i vantaggi fiscali della tua donazione!

Scopri la nostra storia d'Amore

Come donare

Conto Corrente Postale

Conto corrente postale n. 2313160
intestato a La Meridiana Due SCS

Conto Corrente Bancario

IBAN:IT87N0521601630000000003717
intestato a La Meridiana Due SCS

Online

Donando mobili e oggetti per le nostre strutture.
SCOPRI COME DONARE